Ven y enloquece

Ven y enloquece
Fotocomposición a partir de una imagen de Eva Green en la película “The Dreamers”

viernes, 3 de febrero de 2012

Chi non lavora non fa l'amore

Entre reírme o enfadarme, últimamente intento optar por lo primero. Procuro controlar mi carácter airado y, por fortuna, no me veo solo en mi intento. Pero…
Vivimos tiempos difíciles y no faltan cretinos que amenazan con empeorarlos.
Soy asturiano y vivo en Asturias. Me resulta más fácil ironizar sobre los políticos italianos que sobre los asturianos. Lo de aquí me manca, lo de afuera sólo me hace daño. Así que me volveré transalpino para escribirle a un cretino supino.


Mio caro presidentino Mario Monti. ¿comme stai?
Ustede non mi conocherá, ma non tengo capello e mi apello Marcello, conochido en la mía casina a la hora di manguiare (“mangiare” de “comere” no de “mangare e robare”) come Nino più di Ortea di Xixon.
Johannes Sembach repesentando la opera "Pagliachi"
Il caso e che per questi lari li periodisti van dichendo que voi ha afirmatto un pensamiento troppo insensatto Que los jóvenes se acostumbren a no tener más un trabajo fijo para toda la vida.”
Io penso qui voi non ha ditto cuesta paridonna, ma che la culpa e dil traidore dil traduttore de vostri palabri, ecco mi ofrezzco como traidore ufficiosso al spagnolo de li vostri parole antti de che voi li dichi. Posso a fachere il ridiculino, voi preferira qui lo hagga io, Nino, e non tu. Cossí, sempre podrei deccire qui il pagliacchi e aloltro non io.

Parlo molto bene il Italiano, cassi tanto comi lo scribo; sin llegare a la categorie urdagariniana, me piacche molto la pa$ta, il mio payasini favoritini e Berlusconi e il mio cantantano favorittano e Adriano Celentano (anti eri il afroameicano Prince, ma alora sono un republicano totale e tutto lo che sembra  monarquico mi senta fattale)
Quichá perque no sonno guiovanni ma viejonni, mi piachería tenere uno trabaglio statico, per sabere como si sente in questa situacione descognitta per me e altri chinque millionni y medii di spagnolos. E non me importare si esso di tenere un laboro stabili e tropíssimo aburrisisimo, cuome voi assegurai. Io sonno tan liviano qui mi distraiguino con il vuelino de una mosquina.
E lo qui e peori, si non encontro trabaggio prontino, la mía donna mi mandará al cuernino.
E tale e come canti Celentano: "Chi non lavora non fa l'amore!" Questo mi ha detto ieri mia moglie!

A la spera di la sua correspondentza, mi despiddo, eminentza, con tuttol il respetto debitto.